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Emilia Romagna

Rimini

Rimini, in antichità conosciuta come Ariminum, è una città nella regione Emilia-Romagna nell’Italia centro-settentrionale.

La città è situata lungo la Riviera del Sole dell’Adriatico alla foce del Marecchia, a nord-est del Monte Titano e della Repubblica di San Marino.

I Romani la chiamavano Ariminum, da Ariminus, l’antico nome del Marecchia, e, secondo lo storico greco Strabone del I secolo a.C., apparteneva originariamente alla civiltà umbro-etrusca.

La città di Rimini oggi

Rimini è un centro stradale e importante nodo ferroviario delle linee per Bari, Venezia e Trieste, Bologna e Torino. La città è collegata via mare con Ancona, Ravenna, Venezia e Trieste, e c’è un aeroporto a Miramare.

L’entroterra produce cereali e frutta, e la città ha stabilimenti di lavorazione e officine ferroviarie.

La principale fonte di reddito, tuttavia, è il turismo. Le spiagge in leggera pendenza, sostenute da lungomare e alberghi, attirano i turisti, così come gli spettacoli internazionali di Rimini, gli eventi sportivi e i concerti.

La popolazione di Rimini è di 335.463 persone che prendono posto su 134 Km quadrati.

Cosa vedere a Rimini

Tra i resti romani a Rimini ci sono l’Arco di Augusto, eretto nel 27 a.C. e completato nel 22 d.C. dall’imperatore Tiberio; il ponte costruito da Augusto sul fiume e completato anch’esso da Tiberio (21 d.C.); e i resti di un anfiteatro romano.

Il Tempio Malatestiano, ricavato dalla vecchia chiesa gotica di San Francesco e progettato da Leon Battista Alberti, è decorato con squisiti rilievi di carattere francamente pagano e con le iniziali intrecciate S e I (per Sigismondo e Isotta).

Del castello (1446) e della cinta muraria costruita da Sigismondo Pandolfo rimangono solo i ruderi. Altri edifici degni di nota sono il restaurato Palazzo dell’Arengo (1204), la pinacoteca, la biblioteca civica e diverse chiese medievali e rinascimentali.

Breve storia di Rimini

Il sito fu occupato nel 268 a.C. dai Romani, e vi si stabilì una colonia latina al confine tra l’Emilia e l’Umbria. Come snodo delle grandi strade romane, la via Emilia e la via Flaminia, divenne municipium romano e fu poi saccheggiata dal dittatore Sulla.

Nel 359 d.C. la città fu sede del Concilio di Rimini, che non riuscì a risolvere la controversia ariana sulla divinità di Cristo. Rimini passò ai Bizantini e da questi ai Goti, dai quali fu riconquistata dal generale bizantino Narses, e poi ai Longobardi e ai Franchi.

La città fu a lungo oggetto di rivalità papale-imperiale, soprattutto dopo che nel XII secolo divenne comune autonomo. Il condottiero guelfo (papale) Malatesta da Verucchio fu nominato podestà nel 1239, ma le lotte interne prevalsero fino a quando i Malatesta non furono riconosciuti come signori della città nel 1334. Fu in questo periodo che il Malatestiano Gianciotto uccise la moglie Francesca da Polenta e il fratello Paolo, il suo amante segreto; la tragedia fu immortalata nell’Inferno di Dante e nella Francesca da Rimini di Silvio Pellico.

Il più noto dei signori malatestiani fu Sigismondo Pandolfo (1417-68), soldato e mecenate, responsabile delle fortificazioni quattrocentesche di Rimini e del suo monumento più noto, il Tempio Malatestiano, destinato a glorificare il suo amore per l’Isotta degli Atti. Sigismondo fu accusato di aver ucciso la prima e la seconda moglie per sposare Isotta. Questo sospetto e i suoi litigi con gli altri governanti e con il papato portarono all’accusa di Pio II nel 1461. Sigismondo fu costretto a sottomettersi e cedette al Papa gran parte del suo territorio, mantenendo solo Rimini e poche terre. Gli successe il figlio illegittimo Roberto, che si liberò degli eredi legittimi e si riconciliò con il Papa, diventando comandante dell’esercito pontificio. Il figlio di Roberto, Sigismondo, non riuscì a difendere le sue terre contro Cesare Borgia, e Rimini passò allo Stato Pontificio nel 1509. Salvo una breve dominazione francese durante le guerre napoleoniche, la città rimase sotto il controllo papale fino all’annessione al Regno d’Italia nel 1860.

Nel XIX secolo Rimini si espanse oltre le mura e divenne una località balneare, grazie a uno sviluppo accelerato dalla creazione di periferie balneari a sud della città dopo il 1920. Nonostante i gravi danni provocati dai bombardamenti alleati nella seconda guerra mondiale, la città si è ripresa e le sue località costiere si estendono per quasi 16 km tra Torre Pedrera e Miramare.