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Friuli Venezia Giulia

Trieste

Trieste, in latino Tergeste, Trst slovena e serbo-croata, città e capoluogo della regione Friuli-Venezia Giulia e di Trieste provincia nell’Italia nord-orientale. Situata sul Golfo di Trieste, all’angolo nord-orientale del mare Adriatico a 145 km ad est di Venezia.

Con una popolazione di 203.234 abitanti è la città più grande del Friuli.

Luoghi di interesse a Trieste

Le rovine romane della città di Trieste comprendono un teatro e un arco.

Il campanile del Duomo di San Giusto incorpora parte di un tempio romano.

L’antica città tedesca (austriaca), chiamata Trieste, fu costruita intorno al Monte Giusto, un colle dominato dal Castello (1470-1680), oggi sede di un museo medievale, e dal Duomo di San Giusto, formatosi nel XIV secolo dall’unione di due chiese precedenti.

La città moderna, iniziata nel 1719 sulla pianura adiacente alla baia, è caratterizzata da ampie strade e da una tipica architettura barocca settecentesca e neoclassica ottocentesca.

Durante gli anni cinquanta del XIX secolo fu costruito nelle vicinanze il Castello di Miramare per l’arciduca Massimiliano (poi imperatore Massimiliano del Messico).

Splendida la Piazza dell’Unità d’Italia, la più grande piazza d’Europa affacciata sul mare; bellissima in ogni stagione, con le luci che illuminano i palazzi e risplendono durante il tramonto.

Storia di Trieste

Fu sotto il controllo romano intorno al 177 a.C.; Giulio Cesare ne fece una colonia e ne registrò il nome come Tergeste nel suo Commentarii de bello Gallico (La guerra gallica), scritto nel 52-51 a.C.

Augusto ordinò la costruzione di un porto e di una cinta muraria nel 33 a.C. circa. Dopo la dissoluzione dell’Impero romano, Trieste condivise le sorti generali dell’Istria e ottenne l’indipendenza sotto i suoi conti vescovi nel 948 da Lothar II, re d’Italia.

Catturata dai veneziani nel 1202, si agitò costantemente per l’autonomia, ponendosi nel 1382 sotto la protezione di Leopoldo III d’Asburgo, la cui signoria si sviluppò gradualmente fino a diventare possesso austriaco.

Trieste era una città di 5.700 abitanti quando fu proclamata porto franco imperiale da Carlo VI nel 1719, e la sua popolazione aveva raggiunto i 156.000 abitanti quando fu privata del privilegio nel 1891. Divenne il fiorente porto principale dell’Impero Austro-Ungarico e fu sede della compagnia austriaca di navigazione a vapore Lloyd e di altre compagnie di navigazione, con un traffico marittimo nel 1913 di 6.200.000 tonnellate.

Nel censimento austriaco del 1910, quasi due terzi della popolazione della città di 229.510 abitanti era composta da italiani (soggetti austriaci e italiani), il resto da sloveni e croati, altri soggetti austriaci (compresi i tedeschi) e stranieri. La preponderanza italiana fu il terreno su cui, nel trattato segreto di Londra del 26 aprile 1915, la Gran Bretagna, la Francia e la Russia acconsentirono a cedere la città all’Italia alla conclusione della prima guerra mondiale come parte di un gruppo di concessioni territoriali che premiavano l’alleanza italiana con la Triplice Intesa.

L’accordo rispondeva a un obiettivo a lungo dichiarato di irredentismo italiano, il movimento per includere tutti i territori di lingua italiana come parte dell’Italia. Trieste fu occupata dalle truppe italiane nel 1918 e in seguito perse gran parte dei suoi traffici marittimi perché tagliata fuori da una frontiera politica dal suo entroterra naturale. Il volume delle merci trattate scese a 2.200.000 tonnellate nel 1930-34, ma l’Italia mantenne e sviluppò, con i sussidi statali, le industrie cantieristiche, le acciaierie, le raffinerie di petrolio e le assicurazioni. Nel 1938 vi fu fondata un’università.

Trieste fu sequestrata nel 1943 dai tedeschi, che intendevano mantenerla come sbocco a sud verso il mare per il Terzo Reich. Quando la guerra arrivò alle ultime settimane, i partigiani del maresciallo Tito chiusero i battenti da est; anche gli alleati corsero per liberare la città. La guarnigione tedesca si arrese alle truppe neozelandesi il 2 maggio 1945, ma la città fu rivendicata per la Jugoslavia.

Il trattato di pace con l’Italia firmato a Parigi nel 1947 creò il Territorio Libero di Trieste, garantito dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Fu diviso temporaneamente in zone settentrionali e meridionali: La zona A, che comprendeva la città e il suo entroterra settentrionale, fu posta sotto l’amministrazione militare statunitense e britannica, e la zona B, a sud della città, fu posta sotto l’amministrazione jugoslava.

Lo status di Territorio Libero era però impraticabile, e la situazione di stallo seguì immediatamente dopo la ratifica del trattato. Dopo il fallimento delle proposte britanniche e statunitensi di includere il Territorio Libero in Italia (1948) o di dividerlo tra Italia e Jugoslavia sulla base zonale esistente (1953), i negoziati del 1954 portarono ad un accordo che concedeva la Zona B e parte della Zona A alla Jugoslavia (523 km quadrati) e alla città di Trieste e il resto della Zona A (236 km quadrati) all’Italia.

L’Italia ha accettato di mantenere Trieste come porto franco e i governi italiano e jugoslavo hanno concordato uno statuto speciale che regola i diritti delle minoranze nazionali su entrambi i lati della linea di demarcazione. Con un trattato dell’ottobre 1975, l’Italia rinunciò a tutte le rivendicazioni nella Zona B, stabilendo definitivamente lo status della regione.

Nel 1963 Trieste fu designata capoluogo della neonata regione autonoma del Friuli-Venezia Giulia. Trieste provincia, con una superficie di 212 kmq, ha un’economia basata principalmente sulle attività del suo porto.

La fondazione delle Generali

Nel 1831 a Trieste veniva fondata Generali Assicurazioni, ad oggi la maggior compagnia italiana assicurativa.

Ancora ora la sede principale delle Generali si trova a Trieste e nel simbolo dell’azienda campeggia il Leone Alato di San Marco, adottato nel 1848, quando Trieste si allineò ai moti che fecero nascere la Repubblica di Venezia.