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Emilia Romagna

Bologna

Bologna, città capoluogo della regione Emilia-Romagna, nel nord Italia, a nord di Firenze, tra i fiumi Reno e Savena. La popolazione residente è di 393 mila persone, che si distribuiscono su un territorio di 141 Km quadrati.

Si trova ai piedi dell’Appennino settentrionale, sull’antica Via Aemilia, a 55 metri sul livello del mare. Originariamente l’etrusca Felsina, fu occupata dai Boii gallici nel IV secolo a.C. e divenne colonia e municipio romano (il nome in latino era Bononia) verso il 190 a.C.

Caratteristiche della città

Le vie porticate della parte centrale della città, costruite sull’antica città romana, conservano ancora oggi un aspetto medievale, caratterizzato dalle torri pendenti degli Asinelli e della Garisenda (rispettivamente di 91 metri e 46 metri, entrambe costruite nel 1109-19). Tra i numerosi palazzi medievali, i più notevoli sono i Palazzi Comunale, il Podestà, la Mercanzia e Re Enzio (dove il Re Enzio, figlio dell’imperatore Federico II, fu imprigionato dal 1249 fino alla sua morte nel 1272).

Il Palazzo Bevilacqua (1477-82), con un magnifico cortile interno, è uno dei più belli di Bologna. Sede di un arcivescovo, la città ha molte magnifiche chiese, tra cui San Petronio (iniziata nel 1390, mai completata), dove l’imperatore Carlo V fu incoronato da papa Clemente VII (1530); Chiesa di San Francesco (1236-63; restaurato dopo i danni della seconda guerra mondiale); Chiesa di San Domenico, formatosi nel 1221 per ospitare la tomba del santo; la barocca cattedrale di San Pietro Metropolitana e Santa Maria dei Servi. San Stefano è il nome dato a un gruppo di quattro chiese romaniche dell’XI-XIII secolo, erette sulle rovine di un tempio pagano e che incorporano fondazioni precedenti.

L’Università di Bologna, una delle più antiche e famose d’Europa, risalente all’XI secolo, ha raggiunto la sua massima notorietà nel XII-XIII secolo. Originariamente non aveva una sede fissa; le lezioni si tenevano generalmente nelle grandi sale dei conventi fino all’erigersi del Palazzo dell’Archiginnasio sotto Pio IV (1562). L’Università si trasferì a Palazzo Celesi nel 1803 e l’Archiginnasio fu restaurato dopo la seconda guerra mondiale.

Bologna è nota per le sue grandi biblioteche comunali e universitarie e altre con collezioni speciali, come quella del conservatorio. Il Museo Civico, fondato nel 1712 e ospitato dal 1881 nel Palazzo Galvani, conserva importanti testimonianze delle civiltà passate, tra cui collezioni della civiltà umbra (Villanova) e della necropoli etrusca.

La Pinacoteca ospita una pregevole collezione di dipinti di scuola bolognese (i Carracci, Francesco Albani, Guido Reni, Domenichino, Guercino, Francia, Pellegrino Tibaldi) e numerose altre opere, tra cui la più famosa è la “Santa Cecilia” di Raffaello.

Clima di Bologna

Bologna ha un clima subtropicale umido di media latitudine e quattro stagioni.

Le precipitazioni annuali oscillano tra i 450 mm circa e i 900 mm circa, con la maggioranza delle precipitazioni generalmente in primavera e in autunno.

Economia

In termini di PIL totale, il Comune Metropolitano di Bologna ha generato nel 2017 un valore di circa 35 miliardi di euro (40,6 miliardi di dollari), pari a 34.251 euro (40.165 dollari) pro capite, la terza cifra più alta tra le province italiane (dopo Milano e Bolzano). Partendo da questo dato si può tranquillamente affermare che Bologna è un’ottima periferia economica di Milano, distanziando Roma, che dalle nuove economie riesce a ricavare veramente poco.

L’economia bolognese è caratterizzata da un fiorente settore industriale, tradizionalmente incentrato sulla trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici (Granarolo, Segafredo Zanetti, Conserve Italia), dei macchinari (Coesia, IMA), dell’energia (Gruppo Hera), dell’automotive (Ducati, Lamborghini), delle calzature, del tessile, dell’ingegneria, della chimica, della stampa e dell’editoria (il Mulino, Gruppo Monrif, Zanichelli).

In particolare, Bologna è considerata il centro della cosiddetta “valle del packaging”, un’area ben nota per l’alta concentrazione di aziende specializzate nella produzione di macchine automatiche per il confezionamento. Inoltre, Bologna è nota per la sua fitta rete di cooperative, una caratteristica che risale alle lotte sociali degli agricoltori e dei lavoratori dell’Ottocento e che oggi produce fino a un terzo del suo PIL e occupa 265mila persone in Emilia-Romagna.

Negli ultimi anni Bologna si sta affermando come una buona città per i nuovi investimenti, soprattutto quelli legati a moda e tecnologia. Per esempio Yoox, per molto tempo, ha gestito vari asset aziendali proprio dal capoluogo emiliano.

Trasporto

A Bologna si trova l’Aeroporto Internazionale Guglielmo Marconi, il settimo aeroporto italiano per traffico passeggeri (8 milioni di passeggeri gestiti nel 2017).

La stazione ferroviaria di Bologna Centrale è uno degli snodi ferroviari più importanti d’Italia grazie alla posizione strategica della città come crocevia tra le direttrici nord-sud ed est-ovest. Serve 58 milioni di passeggeri all’anno. La città ospita diverse stazioni ferroviarie minori.

Inoltre, il piazzale di classificazione di Bologna San Donato, con 33 binari ferroviari, è il più grande snodo merci d’Italia per dimensioni e traffico.

La città è inoltre servita da una vasta rete di linee di autobus pubblici, anche filobus, gestiti dal 2012 da Trasporto Passeggeri Emilia-Romagna (TPER).

Attualmente è in fase di sviluppo un grande servizio ferroviario per i pendolari (vedi servizio ferroviario metropolitano di Bologna), ed è prevista anche una rete tranviaria a quattro linee (vedi tram di Bologna).

Personaggi di Bologna

Tra i docenti più eminenti dell’Università vi erano Irnerius e Francesco Accursius (Accursio), noti giuristi; Ulisse Aldrovandi, Marcello Malpighi, Luigi Galvani e Giosuè Carducci.

Tra i bolognesi più famosi ricordiamo Guglielmo Marconi, inventore della radiotelegrafia, e i papi Gregorio XIII, Gregorio XV, Lucio II e Benedetto XIV.

Crocevia per l’Italia

Bologna è di fondamentale importanza come centro stradale e ferroviario attraverso il quale deve passare la maggior parte del traffico tra il Centro e il Sud Italia e il Nord. Fino alla prima guerra mondiale la città dipendeva principalmente dall’agricoltura basata sulla fertile pianura circostante. Sebbene sia ancora un importante mercato agricolo e centro di trasformazione alimentare, Bologna si è sviluppata anche in un importante centro industriale; le sue principali manifatture comprendono macchinari agricoli, motori elettrici, motociclette, attrezzature ferroviarie, prodotti chimici e calzature.

Storia di Bologna

Tracce di insediamenti umani nell’area bolognese risalgono al III millennio a.C., con insediamenti significativi a partire dal IX secolo a.C. circa (cultura villanoviana). L’influenza della civiltà etrusca raggiunse la zona dal VII al VI secolo, e la città etrusca di Felsina fu fondata nel sito di Bologna alla fine del VI secolo. Nel IV secolo a.C. il sito fu occupato dai Boii gallici e divenne colonia e municipio romano con il nome di Bononia nel 196 a.C. Dopo la caduta dell’Impero Romano, Bologna, allora avamposto di frontiera dell’esarcato bizantino di Ravenna, fu ripetutamente saccheggiata dai Goti; è in questo periodo che il leggendario vescovo Petronio, secondo le antiche cronache, ricostruì la città in rovina e fondò la basilica di Santo Stefano.

Nel 727-28 la città fu saccheggiata e catturata dai Longobardi sotto il re Liutprando, entrando a far parte di quel regno. Questi conquistatori germanici costruirono un nuovo importante quartiere, chiamato “addizione longobarda”, vicino al complesso di Santo Stefano. Nell’ultimo quarto dell’VIII secolo, Carlo Magno, su richiesta di papa Adriano I, invase il regno longobardo, causandone la fine. Occupata dalle truppe franche nel 774 per conto del papato, Bologna rimase sotto l’autorità imperiale e prosperava come marchio di frontiera dell’impero carolingio.

Dopo la morte di Matilde di Toscana nel 1115, Bologna ottenne notevoli concessioni dall’imperatore Enrico V. Tuttavia, quando Federico Barbarossa cercò successivamente di annullare l’accordo, Bologna entrò a far parte della Lega Lombarda, che sconfisse gli eserciti imperiali nella battaglia di Legnano e stabilì un’effettiva autonomia alla Pace di Costanza del 1183. Successivamente la città cominciò ad espandersi rapidamente e divenne uno dei principali centri commerciali dell’Italia settentrionale grazie a un sistema di canali che permetteva l’andirivieni di chiatte e navi. Si ritiene che l’Università di Bologna sia stata fondata nel 1088 ed è considerata la più antica università del mondo in continuo funzionamento. L’Università nasce come centro di studio del diritto romano medievale sotto i maggiori glossatori, tra cui Irnerio. Tra i suoi studenti c’erano Dante, Boccaccio e Petrarca. La scuola di medicina era particolarmente rinomata. Nel 1200 Bologna era un fiorente centro commerciale e artigianale di circa 10.000 persone.

Durante una campagna di sostegno alle città imperiali di Modena e Cremona contro Bologna, il figlio di Federico II, re Enzo di Sardegna, fu sconfitto e catturato il 26 maggio 1249 nella battaglia di Fossalta. Sebbene l’imperatore ne chiedesse la liberazione, Enzo fu da allora tenuto prigioniero cavalleresco a Bologna, in un palazzo che prese il nome di Palazzo Re Enzo. Ogni tentativo di fuga o di salvataggio fallì, e morì dopo più di 22 anni di prigionia. Dopo la morte dei fratellastri Corrado IV nel 1254, Federico d’Antiochia nel 1256 e Manfredi nel 1266, nonché l’esecuzione del nipote Corrado nel 1268, fu l’ultimo degli Hohenstaufen.

Alla fine del Duecento, Bologna fu colpita dall’instabilità politica, quando le famiglie più in vista combatterono incessantemente per il controllo della città. Il libero comune fu gravemente indebolito da decenni di lotte intestine, permettendo al Papa di imporre il governo del suo inviato cardinale Bertrand du Pouget nel 1327. Du Pouget fu infine spodestato da una ribellione popolare e Bologna divenne una signoria sotto Taddeo Pepoli nel 1334. Con l’arrivo della peste nera nel 1348, Bologna contava tra i 40.000 e i 50.000 abitanti, ridotti ad appena 20.000-25.000 dopo la peste.

Nel 1350, Bologna fu conquistata dall’arcivescovo Giovanni Visconti, il nuovo signore di Milano. Tuttavia, a seguito di una ribellione del governatore della città, un membro rinnegato della famiglia Visconti, Bologna fu recuperata al papato nel 1363 dal cardinale Gil Álvarez Carrillo de Albornoz dopo una lunga trattativa che prevedeva un’ingente indennità versata a Bernabò Visconti, erede di Giovanni, morto nel 1354.

Nel 1376, Bologna si ribellò nuovamente contro il dominio papale e si unì a Firenze nell’infruttuosa guerra degli Otto Santi. Tuttavia, le lotte intestine estreme all’interno della Santa Sede, dopo lo scisma d’Occidente, impedirono al papato di ristabilire il suo dominio su Bologna, così rimase relativamente indipendente per alcuni decenni come repubblica oligarchica.

Nel 1401 Giovanni I Bentivoglio prese il potere in un colpo di stato con l’appoggio di Milano, ma i milanesi, voltando loro le spalle e alleandosi con Firenze, marciarono su Bologna e fecero uccidere Giovanni l’anno successivo. Nel 1442 Annibale I Bentivoglio, nipote di Giovanni, recuperò Bologna dai milanesi, per poi essere assassinato in una congiura ordita da papa Eugenio IV tre anni dopo.

Ma la signoria dei Bentivoglio era allora saldamente stabilita, e il potere passò al cugino Sante Bentivoglio, che regnò fino al 1462, seguito da Giovanni II, il quale riuscì a resistere per qualche tempo ai disegni espansionistici di Cesare Borgia, ma il 7 ottobre 1506 il Papa Giulio II emanò una bolla che deponeva e scomunicava Bentivoglio, ponendo la città sotto sequestro. Quando le truppe papali, insieme a un contingente inviato da Luigi XII di Francia, marciarono contro Bologna, Bentivoglio e la sua famiglia fuggirono. Giulio II entrò trionfalmente in città il 10 novembre.

Il periodo del dominio papale su Bologna (1506-1796) è stato generalmente valutato dagli storici come un periodo di grave declino. Tuttavia, questo non era evidente nel 1500, che fu segnato da alcuni importanti sviluppi a Bologna. Nel 1530 l’imperatore Carlo V fu incoronato a Bologna, l’ultimo degli imperatori del Sacro Romano Impero ad essere incoronato dal Papa. Nel 1564 furono costruiti la Piazza del Nettuno e il Palazzo dei Banchi, insieme all’Archiginnasio, l’edificio principale dell’università. Il periodo del dominio papale vide anche la costruzione di molte chiese e di altri edifici religiosi, e il restauro di quelli più antichi. In questo periodo Bologna aveva novantasei conventi, più di ogni altra città italiana. I pittori che lavoravano a Bologna in questo periodo fondarono la Scuola bolognese che comprendeva Annibale Carracci, Domenichino, Guercino e altri di fama europea.

Solo verso la fine del XVI secolo cominciarono a manifestarsi gravi segni di declino. Una serie di pestilenze tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo ridusse la popolazione della città da circa 72.000 abitanti a metà del XVI secolo a circa 47.000 entro il 1630. Durante la sola peste italiana del 1629-31 Bologna perse fino a un terzo della sua popolazione. A metà del XVII secolo la popolazione si stabilizzò a circa 60.000 abitanti, aumentando lentamente fino a circa 70.000 verso la metà del XVIII secolo. L’economia di Bologna cominciò a mostrare segni di grave declino con lo spostamento dei centri commerciali globali verso l’Atlantico. L’industria tradizionale della seta era in uno stato critico. L’Università perdeva studenti, un tempo provenienti da tutta Europa, a causa dell’atteggiamento illiberale della Chiesa nei confronti della cultura (soprattutto dopo il processo a Galileo), Bologna continuò a subire una progressiva deindustrializzazione anche nel XVIII secolo.

A metà del XVII secolo papa Benedetto XIV, bolognese, cercò di invertire il declino della città con una serie di riforme volte a stimolare l’economia e a promuovere le arti. Tuttavia, queste riforme ottennero solo risultati contrastanti. Gli sforzi del Papa per stimolare la decadente industria tessile ebbe scarso successo, mentre ebbe più successo nella riforma del sistema fiscale, nella liberalizzazione del commercio e nell’allentamento dell’opprimente sistema di censura.

Il declino economico e demografico di Bologna divenne ancora più evidente a partire dalla seconda metà del XVIII secolo. Nel 1790 la città contava 72.000 abitanti, risultando la seconda città dello Stato Pontificio per numero di abitanti, ma questa cifra era rimasta invariata per decenni. L’economia era stagnante a causa delle politiche papali che distorcevano gli scambi commerciali con pesanti dazi doganali e vendevano concessioni di monopoli a singoli produttori, abbassando così la concorrenza, deprimendo la produttività e incentivando la corruzione.

Storia moderna

Napoleone entra a Bologna il 19 giugno 1796. Napoleone ripristinò brevemente l’antico modo di governo, dando il potere al Senato, che però dovette giurare fedeltà alla breve Repubblica Cispadana, creata come stato clientelare dell’Impero francese al congresso di Reggio (27 dicembre 1796 – 9 gennaio 1797) ma a cui succedette la Repubblica Cisalpina il 9 luglio 1797, poi la Repubblica Italiana e infine il Regno d’Italia. Dopo la caduta di Napoleone, il Congresso di Vienna del 1815 restituì Bologna allo Stato Pontificio. Il dominio papale fu contestato nei moti del 1831. Le province insorte progettarono di unirsi come Province Italiane Unite con Bologna come capitale. Papa Gregorio XVI chiese l’aiuto austriaco contro i ribelli. Metternich mise in guardia il re francese Luigi Filippo I contro l’intervento negli affari italiani, e nella primavera del 1831 le forze austriache marciarono attraverso la penisola italiana, sconfiggendo la ribellione il 26 aprile.

A metà degli anni ’40 del 1800, i livelli di disoccupazione erano molto alti e le industrie tradizionali continuavano a languire o a scomparire; Bologna divenne una città di disparità economica con il 10% della popolazione che viveva di rendita, un altro 20% che esercitava professioni o commercio e il 70% che lavorava in lavori manuali poco retribuiti e spesso precari. Il censimento papale del 1841 riportava 10.000 mendicanti fissi e altri 30.000 (su una popolazione totale di 70.000 abitanti) che vivevano in povertà.

Nelle rivoluzioni del 1848 le guarnigioni austriache che controllavano la città per conto del Papa furono temporaneamente espulse, ma alla fine tornarono e schiacciarono i rivoluzionari.

Il dominio papale si concluse finalmente all’indomani della seconda guerra d’indipendenza italiana, quando le truppe francesi e piemontesi espulsero gli austriaci dalle terre italiane, l’11 e il 12 marzo 1860, Bologna votò per entrare a far parte del nuovo Regno d’Italia. Negli ultimi decenni del XIX secolo, Bologna tornò a prosperare economicamente e socialmente. Nel 1863 Napoli fu collegata a Roma con la ferrovia, e l’anno successivo Bologna a Firenze.

Le élite agrarie moderate bolognesi, che sostenevano le insurrezioni liberali contro il papato ed erano ammiratrici del sistema politico britannico e del libero scambio, immaginavano uno stato nazionale unificato che avrebbe aperto un mercato più grande per la massiccia produzione agricola delle pianure emiliane. Infatti, Bologna diede all’Italia uno dei suoi primi ministri, Marco Minghetti.

Dopo la prima guerra mondiale, Bologna fu fortemente coinvolta nelle rivolte socialiste del Biennio Rosso. Di conseguenza, le élite tradizionalmente moderate della città voltarono le spalle alla fazione progressista e diedero il loro appoggio al nascente movimento fascista di Benito Mussolini. Dino Grandi, alto funzionario del partito fascista e ministro degli Esteri, ricordato per essere anglofilo, era bolognese. Negli anni tra le due guerre, Bologna si è trasformata in un importante centro manifatturiero per la lavorazione dei prodotti alimentari, delle macchine agricole e della lavorazione dei metalli. Il regime fascista investì massicciamente, ad esempio con la creazione di un gigantesco stabilimento per la produzione di tabacco nel 1937.

Seconda Guerra Mondiale

Bologna ha subito gravi danni durante la seconda guerra mondiale. L’importanza strategica della città come polo industriale e ferroviario di collegamento tra il nord e il centro Italia ne fece un bersaglio per le forze alleate. Il 24 luglio 1943 un massiccio bombardamento aereo distrusse una parte significativa del centro storico della città e uccise circa 200 persone. La stazione ferroviaria principale e le zone limitrofe furono gravemente colpite e il 44% degli edifici del centro furono dichiarati distrutti o gravemente danneggiati. La città è stata nuovamente bombardata pesantemente il 25 settembre. Le scorrerie, che questa volta non si sono limitate al centro della città, hanno causato 2.481 morti e 2.000 feriti. Alla fine della guerra, il 43% di tutti gli edifici di Bologna erano stati distrutti o danneggiati.

Dopo l’armistizio del 1943, la città divenne un centro nevralgico del movimento di resistenza italiano. Il 7 novembre 1944 una battaglia campale intorno a Porta Lame, combattuta dai partigiani della 7° Brigata dei Gruppi d’Azione Patriottica contro le forze di occupazione fasciste e naziste, non riuscì a scatenare una rivolta generale, pur essendo uno dei più grandi conflitti urbani di resistenza nel teatro europeo. Le forze di resistenza entrarono a Bologna la mattina del 21 aprile 1945. A quel punto i tedeschi avevano già in gran parte abbandonato la città di fronte all’avanzata alleata, guidata dalle forze polacche che avanzavano da est durante la battaglia di Bologna, combattuta dal 9 aprile. Il primo ad arrivare in centro fu l’87° Reggimento di Fanteria del Gruppo Combattenti del Friuli, guidato dal generale Arturo Scattini, che entrò in centro da Porta Maggiore verso sud. Poiché i soldati erano vestiti con abiti inglesi, inizialmente si pensava che facessero parte delle forze alleate; quando gli abitanti del luogo sentirono che i soldati parlavano italiano, si riversarono per le strade per festeggiare.

Periodo della guerra fredda

Negli anni del dopoguerra, Bologna divenne un fiorente centro industriale e una roccaforte politica del Partito Comunista Italiano. Tra il 1945 e il 1999, la città è stata guidata da una successione ininterrotta di sindaci del Pci e dei suoi successori, il Partito Democratico di Sinistra e Democratici di sinistra, il primo dei quali è stato Giuseppe Dozza. Alla fine degli anni Sessanta le autorità cittadine, preoccupate da una massiccia gentrificazione e suburbanizzazione, chiesero all’architetto giapponese Kenzo Tange di abbozzare un piano regolatore per una nuova città a nord di Bologna; il progetto uscito nel 1970 fu però giudicato troppo ambizioso e costoso. Alla fine il consiglio comunale, nonostante il veto al piano di Tange, decise di mantenere il progetto di un nuovo quartiere fieristico e commerciale. Alla fine del 1978 iniziò la costruzione di un grattacielo e di diversi edifici e strutture diverse. Nel 1985 la sede della Regione Emilia-Romagna si trasferì nel nuovo quartiere.

Nel 1977 Bologna è stata teatro di sommosse legate al Movimento del 1977, movimento politico spontaneo dell’epoca. La sparatoria della polizia contro un attivista di estrema sinistra, Francesco Lorusso, ha scatenato due giorni di scontri di strada.

Il 2 agosto 1980, all’apice degli “anni di piombo”, nella stazione centrale di Bologna viene fatta esplodere una bomba terroristica che uccide 85 persone e ne ferisce 200, evento che in Italia è conosciuto come la strage di Bologna. Nel 1995, membri del gruppo neofascista Nuclei Armati Rivoluzionari furono condannati per aver compiuto l’attentato, mentre Licio Gelli-Gran Maestro della loggia massone sotterranea Propaganda Due (P2) fu condannato per aver ostacolato le indagini, insieme a tre agenti dei servizi segreti militari SISMI (tra cui Francesco Pazienza e Pietro Musumeci). Le commemorazioni si svolgono a Bologna il 2 agosto di ogni anno e culminano in un concerto nella piazza principale.

Gli anni 2000

Nel 1999 la lunga tradizione dei sindaci di sinistra è stata interrotta dalla vittoria del candidato indipendente di centro-destra Giorgio Guazzaloca. Tuttavia, Bologna è tornata a posizionarsi a sinistra già 5 anni dopo e da allora i sindaci di sinistra si stanno alternando e gestendo la città.