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Emilia Romagna

Ravenna

Ravenna è una città della regione Emilia-Romagna, nell’Italia nord-orientale.

La città si trova su una pianura bassa vicino alla confluenza dei fiumi Ronco e Montone, a 10 km dall’entroterra del mare Adriatico, con il quale è collegata da un canale.

Benché si consideri Ravenna come una piccola città del Centro Nord Italia, ci si stupirà nel sapere che Ravenna, con i suoi 653 Km quadrati, è seconda solo a Roma in quanto a superficie. Gli abitanti di Ravenna sono 159.057.

La vita di Ravenna oggi

Ravenna è oggi una città agricola e industriale. Le sue principali attività sono la raffinazione del petrolio e del gas naturale, la produzione di fertilizzanti e di gomma sintetica, la lavorazione dei semi oleosi.

Non rimane nulla delle antiche strutture romane di Ravenna e del suo porto di Classis. La fama di Ravenna si basa invece sulla qualità e la quantità dei suoi monumenti cristiani del V-VIII secolo. Capitale dell’Impero Romano d’Occidente per 250 anni e principale porto d’ingresso dell’Impero d’Oriente (bizantino), Ravenna riflette nella sua arte e nella sua architettura una fusione di forme architettoniche romane con mosaici bizantini e altre decorazioni.

Cosa vedere a Ravenna

Uno dei primi monumenti di Ravenna è il mausoleo di Galla Placidia, costruito nel V secolo d.C. da Galla Placidia, sorella dell’imperatore Onorio. La sua tecnica costruttiva è occidentale, ma la sua pianta a croce latina, con volte a botte e cupola centrale, presenta prototipi orientali. L’intera superficie superiore dell’interno del mausoleo è rivestita da mosaici su fondo blu.

Tra i monumenti risalenti alla dominazione del re ariano ostrogoto Teuderico (m. 526), il più imponente è il suo mausoleo di Teuderico. Questa struttura a due piani è sormontata da una cupola di pietra calcarea ad una sola lastra di 11 metri di diametro. Anche la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo fu eretta da Teuderico, originariamente era una cattedrale ariana, ma è diventata una chiesa cattolica nel 570. Questa chiesa contiene magnifici mosaici raffiguranti gli insegnamenti, i miracoli, la Passione e la Resurrezione di Cristo; sono tra le più antiche rappresentazioni di questo tipo esistenti e sono di notevole interesse scientifico. La chiesa ha anche mosaici finemente eseguiti che raffigurano processioni di santi e sante.

Degna di nota è certamente anche la Basilica di San Vitale, un tempio a forma ottagonale tra le opere d’arte paleocristiana più importanti in Italia, fu completato durante il regno dell’imperatore Giustiniano. La chiesa fu iniziata dal vescovo Ecclesius sotto la regina ostrogota Amalasuntha (m. 535) e fu consacrata nel 547. Questa chiesa ottagonale, costruita in marmo e sormontata da un’alta cupola in terracotta, è uno dei migliori esempi di architettura e decorazione bizantina dell’Europa occidentale. I celebri mosaici del presbiterio della chiesa sono fortemente influenzati da lavori simili a Costantinopoli. Essi raffigurano figure dell’Antico e del Nuovo Testamento, così come i sovrani bizantini contemporanei e gli ecclesiastici cattolici.

La Basilica di Sant’Apollinare in Classe, iniziata nel 535 e consacrata nel 549, ha un caratteristico campanile rotondo (870-878) che è il primo esempio in Italia dell’uso decorativo della maiolica. La chiesa ha anche imponenti capitelli nella navata centrale e un bel mosaico absidale raffigurante la Trasfigurazione di Cristo.

La Chiesa di San Giovanni Evangelista (San Giovanni Evangelista) è stata quasi completamente distrutta nella seconda guerra mondiale e da allora è stata pesantemente restaurata. La chiesa più antica di Ravenna, la cattedrale, fu costruita originariamente nel 370-390 ma fu distrutta nel 1733 e subito ricostruita. Adiacente alla cattedrale si trova un battistero ottagonale che contiene raffinati mosaici bizantini del V secolo.

Il Museo Nazionale delle Antichità di Ravenna, ospitato nel chiostro della Chiesa di San Vitale, conserva un’importante collezione di antichità classiche e paleocristiane, tra cui iscrizioni, icone, ceramiche, ceramiche, avori e altre sculture e sarcofagi.

La Chiesa di Santa Maria in Porto Fuori, costruita dopo il 1069, è stata, fino alla sua distruzione nella seconda guerra mondiale, l’unico importante edificio superstite del tardo Medioevo europeo a Ravenna.

Dell’epoca del dominio veneziano rimangono vari palazzi e una fortezza, la Rocca Brancaleona.

Infine una sorpresa per chi visita Ravenna è la tomba di Dante, che tanti ritengono erroneamente trovarsi a Firenze, ma il sommo poeta è sulle rive dell’Adriatico sin dal suo esilio e, benché Papi e politici fiorentini stiano provando da secoli a riportare le spoglie nel capoluogo toscano, la tomba di Dante da Ravenna non si è mai spostata. Per farvi visita bisogna recarsi alla Chiesa di San Francesco.

Breve storia di Ravenna

Ravenna è stata importante nella storia come capitale dell’Impero Romano d’Occidente nel V secolo d.C. e successivamente (VI-VIII secolo) dell’Italia ostrogota e bizantina.

Nell’antichità l’Adriatico giaceva vicino a Ravenna, che poggiava su lagune costiere che poi si sono insabbiate. I primi abitanti di Ravenna furono probabilmente popolazioni italiche che si spostarono verso sud da Aquileia intorno al 1400 a.C. Secondo la tradizione, fu occupata dagli Etruschi e poi dai Galli. Passò sotto il controllo romano nel 191 a.C. e divenne presto importante perché possedeva uno dei pochi buoni porti della costa nord-orientale d’Italia. L’imperatore romano Augusto costruì il porto di Classis, a circa 5 km dalla città, e nel I secolo a.C. Ravenna era diventata la base della flotta navale di Roma nel Mare Adriatico.

Nel 402 d.C. il pericolo di invasioni barbariche costrinse l’imperatore romano d’Occidente Onorio a spostare la sua corte da Roma a Ravenna. Ravenna fu d’allora in poi la capitale dell’Impero Romano d’Occidente fino al suo scioglimento nel 476. Come tale, Ravenna fu abbellita da magnifici monumenti. La città fu anche elevata al rango di arcivescovado nel 438. Con la caduta dell’Impero d’Occidente nel 476, divenne la capitale del primo sovrano barbaro d’Italia, Odoacer (476-493), che a sua volta la cedette al re ostrogoto Teuderico (493-526) nel 493. Teuderico fece di Ravenna la capitale del regno ostrogoto, ma nel 540 Ravenna fu occupata dal grande generale bizantino Belisario e successivamente fu trasformata in esarcato imperiale.

Come capitale dell’esarcato di Ravenna, la città fu il centro amministrativo del governo bizantino in Italia. All’inizio del VII secolo l’area amministrata comprendeva una fascia diagonale di territorio che si estendeva dall’area a nord di Ravenna a sud di Roma, le estremità meridionali della penisola e varie enclavi costiere. L’esarcato fu spezzato da rivolte e invasioni dopo il 726. Nel 751 la stessa Ravenna cadde in mano ai Longobardi, che a loro volta la cedettero ai Franchi nel 754 sotto la guida di Pipino III il Breve. Nel 757 Ravenna finì al Papa; gli arcivescovi locali, tuttavia, conservarono poteri quasi principeschi.

A una fugace corsa all’indipendenza da parte di Ravenna, a metà del XII secolo, seguì nel XIV e all’inizio del XV secolo il dominio della famiglia Polenta, nobile casata romagnola. Nel 1441 Venezia riuscì a stabilire il dominio diretto su Ravenna, ma nel 1509 la città fu restituita allo Stato Pontificio. Nel 1512, in seguito alla battaglia di Ravenna, la città fu conquistata dai francesi ma fu presto riconquistata. In seguito fu soggetta al dominio papale con solo piccole interruzioni. Nel 1859 Ravenna proclamò l’unione con il regno di Sardegna, che divenne il regno d’Italia nel 1861.