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Palermo

Palermo, in latino Panormus, città e capoluogo della regione insulare della Sicilia in Italia. Con una popolazione di 663.173 si tratta di una delle più grandi città d’Italia.

Si trova sulla costa nord-occidentale della Sicilia, alla testa della baia di Palermo, rivolta ad est.

Nell’entroterra la città è racchiusa da una fertile pianura conosciuta come la Conca d’Oro, che è coltivata ad agrumeti e sostenuta da montagne. Il monte Pellegrino si erge a 606 metri a nord della città.

Gli edifici di Palermo

Palermo ha alcuni edifici notevoli del periodo normanno e di quelli successivi. Una caratteristica architettura arabo-normanna è rappresentata dal Palazzo Reale, che ospita la Cappella Palatina (1132-89), uno dei capolavori del Medioevo. Il tetto in legno a volta della cappella è scolpito e dipinto in stile arabo, mentre la cupola e le pareti superiori sono coperte da mosaici eseguiti da operai greci di Costantinopoli (oggi Istanbul). La cattedrale di Palermo è stata fondata nel 1185 e contiene aggiunte del XIV, XV e secoli successivi. Ospita le tombe di Ruggero II e dei Santi Imperatori Enrico VI e Federico II. A partire dallo stesso periodo risalgono le chiese normanno-bizantine di San Cataldo (XI secolo) e di Santo Giovanni degli Eremiti (1132), sormontate da piccole cupole rosse. I mosaici della Chiesa della Martorana furono eseguiti nel 1143-51. Diversi palazzi di campagna intorno alla città, come la Cuba e la Zisa, risalgono al periodo normanno, mentre i palazzi Sclafani e Chiaramonte sono stati costruiti nel XIV secolo. Il Museo Archeologico Regionale di Palermo possiede una delle più ricche collezioni italiane di oggetti d’arte antica etrusca e greca.

Mondello

Mondello è un piccolo quartiere della città di Palermo. La sua spiaggia si trova tra due scogliere chiamate Monte Gallo e Monte Pellegrino.

La città era in origine un piccolo villaggio di pescatori situato sulla palude, ma alla fine del XIX secolo è diventata una meta turistica. Alcune ville in stile Liberty sul lungomare ne hanno fatto una delle gemme dell’Art Nouveau in Europa.

Nelle vicinanze si trovano la Riserva Naturale di Capo Gallo e la riserva di Monte Pellegrino. Oggi la zona è conosciuta per la sua spiaggia, per le già citate ville liberty, che caratterizzano l’architettura del luogo, rendendolo un punto di riferimento nella storia del modernismo internazionale.

Termini Imerese

Termini Imerese, è una città sul Golfo di Termini Imerese (un’insenatura del Mar Tirreno), a sud-est della città di Palermo.

Probabilmente era un porto o una stazione commerciale fenicia, e le sue famose sorgenti termali saline sono state elogiate dal poeta greco Pindaro del VI-V secolo a.C. I Cartaginesi la chiamarono Thermae Himerenses dopo la distruzione della vicina Himera nel 409 a.C. Il tiranno siracusano Agatocle vi nacque nel 361 a.C.

La città si trova su due livelli collegati da scalinate e dalla Strada dei Serpenti (Serpentina). Vi si trovano alcuni resti romani e un museo civico.

Monreale

Monreale, città e sede arcivescovile nella Sicilia nord-occidentale sul versante del Monte Caputo che domina la valle della Conca d’Oro, nell’entroterra palermitano.

La città è cresciuta intorno a un importante monastero benedettino, fondato nel 1174 e riccamente dotato dal suo fondatore, il re Guglielmo II di Sicilia.

Il suo abate fu vescovile e, dopo il 1183, arcivescovile. Poco rimane oggi degli edifici monastici, tranne lo splendido chiostro (con 216 colonne di marmo) adiacente alla cattedrale. La cattedrale (1174-89) è una delle chiese più ricche e più belle d’Italia, che unisce stili normanni, bizantini, italiani e saraceni.

Particolarmente notevole è la decorazione interna a mosaico, una delle più grandi esistenti. Fu creata in meno di 10 anni da un gruppo di artigiani formatisi a Bisanzio. I soggetti dei mosaici includono un ciclo dell’Antico Testamento, i miracoli di Cristo, la vita di Cristo e la vita dei Santi Pietro e Paolo. Nei pressi di Monreale, in località San Martino delle Scale, si trova la famosa abbazia benedettina di San Martino, fondata da Papa San Gregorio I il Grande nel VI secolo, restaurata nel 1346 e ampliata nel 1770. La sua chiesa risale al XVI secolo.

Bagheria

Bagheria, città nella Sicilia nord-occidentale a 13 km est-sudest della città di Palermo. Località di ricchi palermitani, Bagheria è nota per diverse ville storiche.

Le più note sono:

  • Villa Palagonia (1715), che contiene più di 60 statue grottesche barocche di mendicanti, nani, mostri e altre stranezze;
  • Villa Butera, con le figure di cera dei monaci che indossano l’abito certosino (1639);
  • Villa Valguarnera (1721)

Anticamente chiamata Bagaria, il paese si trova in una zona di coltivazione di frutta, principalmente agrumi e uva.

Cefalù

Cefalù, città e sede vescovile nella Sicilia settentrionale. Ai confini della provincia, si trova ai piedi di un promontorio di 376 metri lungo il Mar Tirreno, ad est della città di Palermo.

Ha avuto origine come l’antico Cefaledio, che fu probabilmente fondato come avamposto della città greca di Himera e apparve per la prima volta nella storia intorno al 395 a.C. come alleato del condottiero cartaginese Himilco.

Valorizzata per la sua posizione strategica sull’altura del promontorio, l’antica città fu a sua volta conquistata dai tiranni siracusani Dionisio I e Agatocle e dai Cartaginesi, dai quali i Romani la presero nel 254 a.C.

Una nuova città fu fondata ai piedi del promontorio dal re normanno Ruggero II nel 1131 d.C., anno in cui fu iniziata la famosa cattedrale di Cefalù.

L’esterno della cattedrale è ben conservato, con imponenti torri a quattro piani su ogni lato della facciata. L’interno della cattedrale è stato notevolmente restaurato nel XVI e XVII secolo. I mosaici in stile bizantino nell’abside e nei primi spazi tra gli archi del coro (1148) sono tra i più belli della Sicilia.

Tra i resti antichi della zona sono compresi il cosiddetto tempio di Diana, un santuario pre-ellenico di costruzione megalitica (IX o VIII secolo a.C.) sul promontorio della città antica, e porzioni di un muro megalitico risalente al VI secolo a.C.. Il Museo Mandralisca contiene collezioni archeologiche e artistiche.

L’economia di Palermo

Palermo è il principale porto e centro di governo della Sicilia. Il porto gestisce sia le linee mercantili che quelle passeggeri per la Tunisia e Napoli e gestisce la maggior parte del commercio estero dell’isola. Agrumi, cereali, pesce fresco e prodotti chimici sono tra le principali esportazioni di Palermo. La riparazione navale è un’industria importante, così come la produzione di prodotti chimici, vetro, cemento, macchinari e alimenti trasformati.

Storia di Palermo

Palermo fu fondata da commercianti fenici nell’VIII secolo a.C. In seguito divenne un insediamento cartaginese fino alla sua cattura da parte dei Romani nel 254 a.C. La città decadde sotto il dominio romano ma prosperò dopo il 535 d.C., quando il generale bizantino Belisario la recuperò dagli Ostrogoti. Gli arabi conquistarono Palermo nell’831, e fiorì come centro di ricchi commerci con il Nord Africa. Palermo era quindi abbastanza prospera quando nel 1072 cadde in mano agli avventurieri normanni Ruggero I e Roberto il Guiscardo. L’epoca successiva del dominio normanno (1072-1194) fu l’età dell’oro di Palermo, in particolare dopo la fondazione del regno normanno di Sicilia nel 1130 da parte di Ruggero II. Palermo divenne la capitale di questo regno, in cui greci, arabi, ebrei e normanni lavorarono insieme con singolare armonia per creare una cultura cosmopolita di notevole vitalità.

Il dominio normanno in Sicilia fu sostituito nel 1194 da quello della dinastia tedesca degli Hohenstaufen. Gli Hohenstaufen, l’imperatore del Sacro Romano Impero Federico II, spostarono il centro della politica imperiale nell’Italia meridionale e in Sicilia, e la brillantezza culturale della sua corte a Palermo era rinomata in tutta l’Europa occidentale. La città decadde sotto i successori degli Hohenstaufen. Fu conquistata dal francese Carlo d’Angiò nel 1266, ma l’oppressione angioina si concluse nel 1282 con una rivolta popolare chiamata Vespro di Sicilia. Palermo passò poi sotto il dominio aragonese. Dopo il 1412 la corona di Sicilia fu unita a quella aragonese e successivamente a quella spagnola. Palermo decadde durante questo lungo periodo di dominio spagnolo.

Nel 1860 Giuseppe Garibaldi si impadronì di Palermo, che l’anno successivo entrò a far parte del Regno d’Italia. La città fu gravemente bombardata nel luglio 1943, quando fu presa dalle truppe alleate. Alcune parti della vecchia Palermo, dove durante la seconda guerra mondiale furono distrutti degli edifici, sono rimaste non restaurate fino agli anni Novanta.

La mafia a Palermo

Purtroppo non si può parlare di Palermo senza parlare della mafia che a cavallo tra gli anni ’70 e 2000 ha governato la città.

La mafia è una società gerarchicamente strutturata di criminali di origine o estrazione prevalentemente italiana o siciliana. Il termine si applica all’organizzazione criminale tradizionale in Sicilia.

La mafia è nata in Sicilia nel tardo Medioevo, dove forse è sorta come organizzazione segreta dedicata a rovesciare il dominio dei vari conquistatori stranieri dell’isola, ad esempio saraceni, normanni e spagnoli. La mafia deve le sue origini e traeva i suoi membri dai tanti piccoli eserciti privati, o mafie, che venivano ingaggiati dai proprietari terrieri assenti per proteggere i loro possedimenti terrieri dai banditi nelle condizioni di illegalità che hanno prevalso in gran parte della Sicilia nel corso dei secoli.

Durante il XVIII e XIX secolo, gli energici mascalzoni di questi eserciti privati si organizzarono e divennero così potenti che si rivoltarono contro i proprietari terrieri e divennero l’unica legge su molti dei possedimenti, estorcendo denaro ai proprietari terrieri in cambio della protezione dei raccolti di questi ultimi.

Intorno al 1900 le varie “famiglie” mafiose e i gruppi di famiglie con sede nei paesi della Sicilia occidentale si erano riuniti in una confederazione sciolta, e controllavano la maggior parte delle attività economiche nelle rispettive località.

Nei primi anni Venti il regime fascista di Benito Mussolini arrivò vicino all’eliminazione della mafia, arrestando e processando migliaia di sospetti mafiosi e condannandoli a lunghe pene detentive. Durante la seconda guerra mondiale, le autorità di occupazione americane rilasciarono molti dei mafiosi dal carcere e li coprirono con fiumi di denaro per essere aiutati a conquistare l’Italia.

Il potere della mafia rimase però un po’ indebolito nelle zone rurali della Sicilia centrale e occidentale, e le sue attività si indirizzarono ormai più verso la Palermo urbana (e verso l’industria, l’imprenditoria e l’edilizia, oltre che verso le tradizionali estorsioni e il contrabbando).

Alla fine degli anni Settanta la mafia palermitana si impegnò a fondo nella raffinazione e nel trasbordo dell’eroina destinata agli Stati Uniti. Gli enormi profitti scatenarono un’accanita competizione tra i vari clan della mafia e la conseguente ondata di omicidi portò a rinnovare gli sforzi governativi per condannare e imprigionare i vertici della mafia. In un “maxi processo” del 1987 furono condannati 338 mafiosi siciliani con varie accuse.

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

Dopo essersi avvelenati leggendo della mafia a Palermo non si può che chiudere con l’antidoto, o per meglio dire con le stelle che guidano tutti i siciliani alla lotta contro la mafia.

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono stati due magistrati che facevano troppo bene il proprio lavoro e nella Palermo degli anni ’80 e ’90 chi faceva bene il proprio lavoro, contrastando la mafia, era scomodo. I pochi balordi, che purtroppo hanno rovinato il nome di questa bellissima città, hanno fatto sì che i due magistrati non potessero più continuare a indagare e tirare fuori nomi che stavano diventando via via sempre più scomodi, non solo in Sicilia ma in tutta Italia.

Strege di Capaci

Il 23 maggio 1992 venne assassinato Giovanni Falcone, il quale stava rientrando nella sua Palermo da Roma.

Come di consueto, gli uomini della scorta prelevarono Falcone all’aeroporto di Punta Raisi e imboccarono l’autostrada A29 che dall’aeroporto porta fino a Palermo.

All’altezza di Capaci, 1.000 Kg di tritolo che erano stati posizionati sotto l’autostrada furono fatti esplodere da Giovanni Brusca. Per Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo (anche essa magistrato) e gli uomini della scorta non c’è stato nulla da fare.

La strage di via D’Amelio

Il 19 luglio 1992, a distanza di appena 2 mesi dalla morte di Giovanni Falcone, in via D’Amelio i balordi mafiosi hanno compiuto l’ennesima strage.

Paolo Borsellino nel pomeriggio si recò in via D’Amelio, dove viveva la madre, ad aspettarlo, parcheggiata davanti il cancello d’ingresso della casa familiare c’era una Fiat 126 imbottita di tritolo. L’esplosione non lasciò scampo a Borsellino e a 5 uomini della scorta.