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Catania

Catania, in latino Catana o Catina, è una città della Sicilia orientale, ovviamente in Italia. Si trova nell’ampia pianura catanese sulla costa ionica, a sud dell’Etna.

Con una popolazione di 311.548 (ISTAT 2019) residenti, è la decima città più grande d’Italia.

Costruita quasi interamente sulla lava lasciata da varie eruzioni, la città si inclina leggermente verso il basso da nord a sud. L’uso del tufo vulcanico per la costruzione ha dato alla parte più antica della città il suo colore grigio scuro prevalente. Quasi completamente ricostruito dopo il terremoto del 1693, il centro della città ha un aspetto decisamente settecentesco.

Punti di interesse a Catania

Tra i resti antichi vi sono le rovine di teatri greci e romani, un anfiteatro romano, una basilica, terme e acquedotti. Il Castello Ursino con le sue quattro torri angolari, costruito (1239-50) per Federico II, è stato a lungo un modello di architettura militare. Oggi ospita il museo civico con ricche collezioni d’arte e reperti archeologici.

Il centro della vita civile moderna è la piazza del Duomo, circondata da palazzi settecenteschi e aperta su ampie strade. Della struttura originaria della cattedrale fondata dal conte normanno Ruggero I nel 1091, rimangono tre absidi di lava scura e parte del transetto.

Dopo il terremoto del 1693 fu ricostruita dagli architetti Fra Fiolamo Palazotto e Giovanni Battista Vaccarini (1702-68). La cattedrale contiene le reliquie di Sant’Agata e la tomba del compositore catanese Vincenzo Bellini.

La Chiesa di San Nicolò (1693-1735), la più grande della Sicilia, è collegata all’omonimo monastero benedettino, iniziato nel XIV secolo e completato nel XVII secolo. L’Università, la prima in Sicilia, fu fondata nel 1434 da Alfonso d’Aragona, e la sua biblioteca (1755) possiede una serie di importanti manoscritti medievali.

Tra gli altri monumenti di rilievo, la chiesa barocca di Santa Agata, il municipio del Vaccarini, la fontana dell’elefante (1736) nella piazza del Duomo, la Collegiata (o cappella reale), l’osservatorio astronomico e la casa natale di Vincenzo Bellini, oggi museo.

Economia di Catania

La Catania moderna, seconda città della Sicilia, è un centro industriale e di trasporto (collegata per via ferroviaria con Palermo, Messina e Siracusa) con uno dei porti più trafficati d’Italia.

Le industrie comprendono una varietà di manufatti meccanici e chimici, la lavorazione degli alimenti e la pesca. Circa la metà dello zolfo raffinato della Sicilia proviene dalle fabbriche di Catania. Centro di commercializzazione della regione agricola circostante, esporta mandorle e arance, oltre a manufatti in metallo, legno e ambra.

È anche una rinomata località invernale con belle spiagge nelle vicinanze.

Vulcano Etna

L’Etna, in latino Aetna, il Mongibello siciliano, vulcano attivo sulla costa orientale della Sicilia che sovrasta Catania.

Il nome deriva dal greco Aitne, da aithō, “Io brucio”. L’Etna è il vulcano attivo più alto d’Europa, la sua massima elevazione è di circa 3.320 metri. Come altri vulcani attivi, varia in altezza, aumentando dalla deposizione durante le eruzioni e diminuendo dal collasso periodico del bordo del cratere. Nel 1865 la sommità vulcanica era circa 170 piedi (52 metri) più alta di quanto non fosse all’inizio del 21° secolo. L’Etna copre un’area di circa 600 miglia quadrate (1.600 km quadrati), e la sua base ha una circonferenza di circa 93 miglia (150 km).

L’Etna è stato studiato sistematicamente dalla metà del XIX secolo. Sulle sue pendici sono stati allestiti tre osservatori, situati a Catania, Casa Etnea e Cantoniera.

Geologia dell’Etna

Le caratteristiche geologiche dell’Etna indicano che è attivo dalla fine del periodo Neogene (cioè da circa 2,6 milioni di anni). Il vulcano ha avuto più di un centro attivo. Sulle fessure laterali che si estendono dal centro e lungo le pareti si sono formati diversi coni sussidiari. L’attuale struttura della montagna è il risultato dell’attività di almeno due centri eruttivi principali.

Monte Etna nella storia

I greci hanno creato leggende sul vulcano, dicendo che era l’officina di Efesto e del Ciclope o che sotto di esso giaceva il gigantesco Tifone, facendo tremare la Terra quando si girava. L’antico poeta Esiodo parlava delle eruzioni dell’Etna, e i greci Pindaro ed Eschilo si riferivano a una famosa eruzione del 475 a.C.

Un’altra delle più note eruzioni antiche dell’Etna fu quella del 396 a.C., che impedì all’esercito cartaginese di raggiungere Catania. Dal 1500 a.C. al 1669 d.C. sono documentate 71 eruzioni, di cui 14 avvenute prima dell’Era Comune. Un’eruzione del 1381 inviò una colata di lava fino al Mar Ionio, a circa 16 km di distanza. L’eruzione storica più violenta, tuttavia, fu nel 1669 (11 marzo-15 luglio), quando circa 830 milioni di metri cubi di lava furono gettati via. L’eruzione avvenne lungo una fenditura che si aprì sopra la città di Nicolosi, allargandosi in una voragine dalla quale sgorgò la lava e vennero scagliati frammenti solidi, sabbia e cenere. Quest’ultimo formava un doppio cono alto più di 46 metri, chiamato Monti Rossi. La colata lavica distrusse una dozzina di villaggi sul versante inferiore e sommerse la parte occidentale della città di Catania. Gli sforzi per deviare la colata lavica da Catania furono fatti dagli operai che scavarono una trincea sopra il villaggio. Storicamente, questo sembra essere stato il primo tentativo di deviare una colata di lava.

Tra il 1669 e il 1900 sono state segnalate altre 26 eruzioni. L’eruzione del 1852-53 appiattò grandi bancarelle di legname e quasi distrusse il paese di Zafferana. Nel corso del XX secolo ci furono eruzioni nel 1908, 1910, 1911, 1918, 1923, 1928, 1942, 1947, 1949, 1950-51 e 1971. Quella del 1928 tagliò la ferrovia intorno alla base della montagna e seppellì il villaggio di Mascali.

L’eruzione del 1971 minacciò diversi villaggi con la sua colata lavica e distrusse alcuni frutteti e vigneti. L’attività fu quasi continua nel decennio successivo al 1971, e nel 1983 un’eruzione che durò quattro mesi spinse le autorità a far esplodere la dinamite nel tentativo di deviare le colate laviche. Le ultime grandi eruzioni del XX secolo sono avvenute nel 1986 e nel 1999.

All’inizio del XXI secolo una grande eruzione è iniziata nel luglio 2001 ed è durata diverse settimane. Altre attività vulcaniche significative all’inizio del XXI secolo sono state le eruzioni stromboliane del 2002-03, 2007, 2015, 2017, 2019 e 2020.

Geografia fisica dell’Etna

La montagna ha tre zone ecologiche, una sopra l’altra, ognuna delle quali presenta una vegetazione caratteristica. La zona più bassa, che degrada gradualmente verso l’alto fino a circa 915 metri, è fertile e ricca di vigneti, uliveti, agrumeti e frutteti. Diversi insediamenti densamente popolati, in particolare la città di Catania, si trovano sui pendii più bassi, ma gli insediamenti diventano meno frequenti con l’aumentare dell’altezza. Sopra, la montagna si fa più ripida ed è coperta da boschi di castagni, faggi, querce, pini e betulle. Ad oltre 1.980 metri di altezza, la montagna è ricoperta da cenere, sabbia e frammenti di lava e scorie; vi sono alcune piante sparse come l’Astragalus aetnensis (nome locale: spino santo), che forma tipicamente cespugli alti quasi 1 metro, mentre alcune piante alpine riescono a sopravvivere anche in prossimità della cima. Nei pressi delle bocche di scarico del vapore, a 2.990 metri di altezza, sono state trovate alghe.

Golfo di Catania

Catania però non è solo Monte Etna ma c’è anche il mare, in particolar modo con il Golfo di Catania, insenatura del Mar Ionio sulla costa orientale della Sicilia. Lunga circa 32 km e larga 8 km, si trova tra Capo Campolato (sud) e Capo Molini (nord).

Il golfo riceve il fiume Simeto sotto Catania, il suo porto principale.

Breve storia di Catania

La città fu fondata nel 729 a.C. dai Calcidiani (coloni di Calcide nell’isola greca di Eubea) da Nasso, 80 km a nord. Acquistò importanza nel V secolo a.C. con Gerone I, tiranno di Siracusa, e suo figlio Deinomenes, che la conquistò e la ribattezzò Aetna come il vulcano.

Gli abitanti ripristinarono l’antico nome dopo aver cacciato i seguaci di Deinomenes. Una delle prime città siciliane a cadere in mano ai Romani (263 a.C.), Catania fu trasformata in colonia da Ottaviano (poi imperatore Augusto). I cristiani di Catania soffrirono sotto le persecuzioni degli imperatori Decio e Diocleziano, e tra i martiri catanesi c’era anche Sant’Agata, patrona della città.

Dopo le invasioni barbariche, Catania cadde successivamente sotto i Bizantini, gli Arabi e i Normanni. Fu ostile agli imperatori svevi e fu saccheggiata da Enrico VI e Federico II. I sovrani aragonesi del Regno di Sicilia vi risiedevano spesso.

Durante il XVI e XVII secolo la città fu afflitta da disordini civili, incursioni di pirati, epidemie, carestie e calamità naturali, tra cui un’eruzione dell’Etna nel 1669 e un terremoto nel 1693. In seguito divenne soggetta al regno borbonico di Napoli.

I disordini civili che si verificarono durante un’epidemia di colera nel 1837 furono soppressi con vigore e, quando nel 1848 Catania si unì alle altre città dell’isola per rivendicare l’autonomia per la Sicilia, anche questo movimento fu soppresso con la forza. Nella seconda guerra mondiale la città subì gravi danni a causa dei bombardamenti e dei pesanti combattimenti del 1943.