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L’Aquila

L’Aquila, purtroppo, ha un prima e un dopo, una sorta di anno zero naturale che ha trasformato la città e gli abitanti per sempre. La data è quel maledetto 6 aprile 2009 e l’orario è quello delle 3:32 di notte.

Un terremoto tremendo che ha scosso la città rimodellandola dalle radici; tanta tristezza e polemiche sono conseguite ma quello che rimane è una città fortemente mutata che, probabilmente, mai più tornerà a prima.

Eppure L’Aquila già aveva conosciuto giornate simili, in particolare il 2 febbraio del 1703, quando un terremoto, anche più potente di quello del 2009, rase al suolo l’intera città.

Un prima, un durante e un dopo, sperando di non dover mai più aggiungere tacche a questa drammatica timeline…

L’Aquila degli Abruzzi

L’Aquila è una città (capoluogo) della regione Abruzzo nell’Italia centrale. Si trova su una collina sopra il fiume Aterno, a nord-est di Roma.

Un’autostrada veloce collega L’Aquila a Roma e la costa adriatica ad est. La popolazione è di 69.605 abitanti.

La zona fu abitata dai Sabini, un’antica tribù italica, dopo che la loro città Amiternum fu distrutta dai Romani e successivamente dai barbari.

Degni di nota a L’Aquila

Tra gli edifici degni di nota:

  • il maestoso castello (1535) che ospita il Museo Nazionale Archeologico e Artistico degli Abruzzi;
  • la chiese di San Bernardino (1454-72; facciata 1527), contenente il mausoleo (1505) di San Bernardino da Siena, e di Santa Maria di Collemaggio (1283-88);
  • La Basilica di Santa Maria di Collemaggio, ricostruito dopo i terremoti del 1703.
  • Il Portale d’Ingresso del Forte spagnolo con lo stemma di Carlo V

La cinta muraria medievale è ancora in gran parte esistente. Numerosi sono i palazzi, una grande biblioteca provinciale e un ospedale comunale di antica fondazione.

Punto di partenza del vicino gruppo montuoso del Gran Sasso d’Italia, L’Aquila è un centro sciistico e stazione estiva. Si producono stoffe di lana, apparecchi radio, mattoni e mobili, e si praticano l’agricoltura, il merletto e altri mestieri.

Breve storia de L’Aquila

La città fu fondata intorno al 1240 dal Sacro Romano Imperatore Federico II e divenne sede vescovile nel 1257.

Importante centro nel Medioevo, fu contesa dalla dinastia angioina (Casa d’Angiò) e aragonese e successivamente passò al Regno di Napoli. Partecipò alla resistenza all’invasione francese del 1798-99 e alle ribellioni del XIX secolo contro il reazionario regno napoletano; entrò a far parte del Regno d’Italia nel 1860.

Il terremoto dell’Aquila del 2009

Il terremoto dell’Aquila del 2009 è un grave sisma che si è verificato il 6 aprile 2009, nei pressi della città dell’Aquila, nella regione Abruzzo.

La scossa di magnitudo 6,3 ha colpito alle 3:32 del mattino, ora locale, danneggiando gravemente la città de L’Aquila del XIII secolo, situata a circa 100 km a nord-est di Roma.

Il terremoto è stato causato da una faglia di Paganica a nord-ovest-sudest. Essa e diverse faglie vicine sono legate alle forze tettoniche estensive associate all’apertura del bacino tirrenico ad ovest.

Per più di tre mesi dopo il terremoto principale, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, utilizzando una rete portatile di sismometri, ha continuato a rilevare migliaia di scosse di assestamento. Le scosse di assestamento del peggior terremoto del Paese degli ultimi 30 anni hanno attraversato l’Italia centrale, logorando i nervi pubblici e politici. In totale sono morte più di 300 persone, e si stima che 60.000 siano rimaste senza casa.

Su insistenza del Presidente del Consiglio dei Ministri italiano Silvio Berlusconi, il Vertice del Gruppo degli Otto che era stato programmato per il Vertice della Maddalena, al largo delle coste sarde, è stato trasferito all’Aquila.

Il vertice si è svolto in luglio, in condizioni di fortuna, per concentrare l’attenzione globale sulla catastrofe. A settembre 2009, i vigorosi sforzi di assistenza sono riusciti a trasferire alcuni dei diseredati in nuove abitazioni, anche se migliaia di persone sono rimaste ospitate in strutture temporanee. Il centro storico della città è rimasto off-limits per più di un anno dopo il terremoto, mentre gli sforzi di restauro procedevano lentamente, e i funzionari coinvolti nell’opera di ricostruzione sono stati successivamente indagati per reati nell’assegnazione di appalti pubblici.

Nel settembre 2011 sei scienziati e un funzionario del governo sono stati processati per omicidio colposo in relazione a una loro dichiarazione precedente al terremoto. I pubblici ministeri hanno sostenuto che i singoli individui, tutti membri di una commissione governativa di valutazione dei rischi, non hanno comunicato adeguatamente l’aumento del rischio di un terremoto di grande entità a seguito delle scosse minori che hanno preceduto il terremoto del 6 aprile. I critici hanno controbattuto che non esiste un metodo preciso per prevedere il verificarsi di un terremoto e che il processo servirebbe da disincentivo per gli scienziati a consigliare il governo in futuro. Nell’ottobre 2012 un tribunale italiano ha giudicato le sette persone colpevoli di omicidio colposo multiplo, e ciascuna è stata condannata a sei anni di carcere. Queste condanne sono state ribaltate in appello nel novembre 2014.